L’EURASIA PRIMA DI TUTTO
Manifesto del movimento eurasista
La crisi di idee nella Russia contemporanea
Nella nostra società russa*
particolarmente nella sfera sociale e politica in questo principio del
nuovo millennio si avverte una dolorosa carenza di idee. La maggioranza delle
persone inclusi amministratori, politici, scienziati, lavoratori vengono
guidate, nella vita come nelle scelte sociali, da un insieme di fattori
temporanei, preoccupazioni casuali, richiami transitori ed effimeri. Stiamo
rapidamente perdendo qualsiasi rappresentazione generale del senso della
vita, della logica della storia, dei problemi dell’uomo, del destino del
mondo. La scelta esistenziale e sociale è stata sostituita dall’advertising
aggressivo. In luogo di una sensata ed esauriente ideologia politica troviamo
una efficiente (o inefficiente) attività di PR. L’esito della
battaglia di idee è definito dal volume di investimenti in entertainment
shows. Drammatici scontri fra popoli, culture e religioni sono
trasformati in spettacoli ispirati da corporations transnazionali e holding
petrolifere. Sangue, vita, spirito umano divengono astrazioni statistiche,
spese di consumo, nel migliore dei casi demagogiche figure di discorso
all’interno di dolciastre ed ambigue lamentele umanitarie, dietro cui si cela
un doppio metro di valore.
Al posto dell’uniformità totalitaria, l’indifferenza
totalitaria. La maggioranza dei partiti politici e dei movimenti sociali
persegue fini puramente tattici. Mai, concretamente, è dato di
incontrare un’ideologia esplicita e conseguente, capace di strappare gli
uomini da uno stato di sonnacchiosa indifferenza, di restituire pienezza alla
vita.
L’americanizzazione e la necessità di un’alternativa
La più rigorosa ed al tempo stesso
la più dannosa concezione progettuale del mondo è formulata
dai liberali coerenti. Queste forze, geopoliticamente orientate verso gli USA
e l’Occidente, prendono ad esempio da copiare la politica, l’economia, il
tipo di società, la cultura e la civilizzazione Americane. Questo
campo ha una sua dignità il suo progetto è logico e coerente,
teoria e pratica vi si trovano legate. Ma fatto sta che altrettanto logici
sono malessere mondiale, morte, divisione, separazione e distruzione
dell’unità organica. I liberali pronunciano un «sì» deciso a
quel «mondo unico», confuso, futile, individualista, oligarchico, privo di
qualsiasi punto di orientamento morale, spirituale e tradizionale, che si
sforzano di creare su scala planetaria gli USA, superpotenza mondiale,
intendendo la superiorità tecnologica ed economica come un mandato di
egemonia privata su scala planetaria. E’ evidente che l’americanizzazione
della Russia, del mondo intero, la servile obbedienza verso il nuovo gendarme
mondiale gendarme dello spettacolo non piace a molti. Ma ciò si manifesta
più sovente in maniera soltanto emotiva, episodica, incoerente.
Uomini e interi movimenti politico-sociali si accontentano inerzialmente del
vecchio, dei residui di quanto è appartenuto ad altre epoche,
più nobili ed armoniose, di quanto è almeno in qualche misura
migliore dello tsunami atlantico che trascina i resti della nostra propria
civiltà russa. L’ostilità all’American way of life, al
famoso «nuovo ordine mondiale» è una qualità integralmente
positiva, che va salutata con favore dovunque la si incontri. Ma non è
sufficiente. Serve un attivo contro-progetto, un’alternativa realistica,
concreta e capiente. Le condizioni di questo inizio di millennio sono
radicalmente nuove. E coloro che aspirano ad un nuovo futuro, invece di quel
caos controllato e disintegrazione al neon che l’America ci impone, costoro
sono obbligati non soltanto a dire «no», ma anche a formulare, proporre,
dimostrare e difendere un diverso, nostro proprio Piano di civiltà.
La più vasta, la più generale visione del mondo in
grado di offrire una tale alternativa all’egemonia Americana, al mondo
unipolare, al trionfo dell’Occidente, è l’Eurasismo.
I padri fondatori dell’Eurasismo
Storicamente l’Eurasismo è esistito
per vent’anni come tentativo di interpretare la logica dello sviluppo
politico-sociale, culturale e geografico della Russia come un processo
uniforme e sostanzialmente continuo, dalla Rus’ di Kiev fino all’URSS. Gli
eurasisti hanno individuato nella dialettica del destino nazionale del popolo
russo e dello Stato russo una missione storica unitaria, differentemente
espressasi nelle differenti fasi.
La principale tesi dei primi eurasisti (il conte N.S.
Trubetskoj, P. Savitskij) suonava così: «L’Occidente contro
l’umanità», i popoli del mondo, la fiorente complessità di
culture e civiltà contro l’unitario, totalitario modello occidentale,
contro il dominio economico, politico e culturale dell’Occidente. La Russia
(tanto antica, quanto ortodosso-monarchica, quanto sovietica) vide negli
eurasisti una roccaforte ed un’avanguardia di questo processo mondiale, come
una cittadella di libertà contro l’unidimensionale egemonia
sull’umanità di un’escrescenza irreligiosa, secolarizzata, pragmatica
ed egoista la civilizzazione occidentale, rivendicante la propria
supremazia, la propria dominazione materiale e spirituale. Su questa base gli
eurasisti accettarono l’URSS come una nuova paradossale forma di
quell’originale percorso della Russia. Disapprovando l’ateismo ed il
materialismo culturale, essi riconobbero al di là della facciata
esterna del comunismo gli arcaici caratteri nazionali, dietro alla Russia
Sovietica la legittima eredità geopolitica della missione russa.
Patrioti convinti e coerenti, gli eurasisti giunsero ad una
conclusione riguardo all’inadeguatezza delle forme tradizionali in cui era
stata rivestita l’Idea Nazionale negli ultimi secoli. Il motto dei Romanov –
«Ortodossia, Autocrazia, Nazionalità» era soltanto una facciata
conservatrice che celava contenuti ben moderni, fondamentalmente copiati
dall’Europa. Il patriottismo sovietico esprimeva l’idea nazionale in termini
classisti, che né coglievano l’essenza del problema di civiltà,
né riconoscevano precisamente il significato della missione storica
della Russia. Il nazionalismo laico dei Romanov era solo formale, ad
imitazione dei regimi europei. Il patriottismo sovietico ignorava l’elemento
nazionale, spezzava i legami con la tradizione, spazzava via la Fede dei
padri.
Era indispensabile un nuovo, sintetico approccio. Anche questo
venne sviluppato nell’ambito della filosofia eurasista, del movimento
politico e sociale degli eurasisti. I padri fondatori dell’Eurasismo per la
prima volta espressero la più alta valutazione della natura
pluri-nazionale (imperiale) dello Stato Russo. Particolare attenzione
dedicarono al fattore Turco. Il ruolo dell’eredità di Gengis Khan,
depositario della statualità Tatara, assimilata da Mosca nel XVI
secolo, fu visto da essi come la svolta decisiva della Russia verso
l’Oriente, le sue origini, i suoi valori. Nella leggenda ortodossa proprio
questa epoca è legata alla Sacra Rus’, alla trasformazione di Mosca in
Terza Roma (dopo la caduta di Zargrad e la fine dell’Impero Bizantino). La
missione della Sacra Rus’ si espresse nell’autoaffermazione di una propria
cultura eurasiatica, di un sistema sociale originale, distinto nei suoi
parametri fondamentali dal percorso seguito dai paesi dell’Occidente
cattolico e protestante.
La Russia fu concepita dagli eurasisti come avanguardia
dell’Oriente contro l’Occidente, come linea di difesa avanzata della
società tradizionale contro la società moderna, secolare,
ordinaria, razionalizzata. Ma nella secolare lotta per la preservazione del
proprio «io» culturale la Russia, a differenza di molte società
orientali, acquisì esperienza diretta dell’Occidente, adottò le
tecniche da questo applicate, prese a prestito determinate tecnologie ma
ogni volta al solo fine di opporre all’Occidente le sue stesse armi. In
termini moderni, ciò è detto «modernizzazione senza occidentalizzazione».
Pertanto la Russia poté tenere testa alla pressione dell’Occidente
più a lungo di altre società tradizionali.
Da qui gli eurasisti trassero una importante conclusione: la
Russia necessita non solo di un ritorno alle radici, ma della combinazione di
un inizio conservatore con uno rivoluzionario. La Russia deve attivamente
modernizzarsi, svilupparsi, aprirsi in parte al mondo circostante, ma
preservando rigorosamente e rafforzando la propria identità. Per
questo vennero definiti da qualcuno come «ortodossi bolscevichi».
Ahimè questo notevole movimento non è stato
storicamente apprezzato nella misura dovuta. Lo straordinario successo
dell’ideologia marxista rese la raffinata visione del mondo
conservatrice-rivoluzionaria degli eurasisti inefficace, superflua. Alla fine
degli anni ’30 l’impulso originario del movimento eurasista, in Russia come
negli ambienti dell’emigrazione Bianca, era definitivamente svanito.
La staffetta del pensiero eurasista passò da allora nelle
mani non tanto di politici ed ideologi, quanto di scienziati (primo fra tutti
il grande storico russo Lev Gumilev).
Neo-eurasismo
I drammatici eventi degli ultimi decenni in
Russia e in tutto il mondo hanno reso nuovamente attuali ed essenziali le
idee eurasiste. L’Occidente ha tenuto testa al suo più serio
avversario a livello di civiltà l’URSS. L’ideologia marxista ha
improvvisamente perduto il suo fascino. Ma una nuova alternativa generale
all’occidentalismo e al liberalismo (incarnati oggi come nel punto più
alto del loro sviluppo dagli USA e dalla civilizzazione americana che
incomincia ad essere sempre meno tollerata persino dagli Europei, ascendenti
del mostro mondiale) non è ancora apparsa.
Né poteva comunque apparire.
I frammenti separati il nazionalismo pre-rivoluzionario, il
sovietismo inerziale, o le stravaganti fantasie dell’ecologismo e del
sinistrismo non potevano costituire un fronte unito. Mancava la base di una
comune visione del mondo, di un comune denominatore. L’occasionale
ravvicinamento delle posizioni degli oppositori al globalismo e
all’americanizzazione non ha dato luogo ad una vera sintesi di concezione del
mondo.
In questo momento, le menti più attente, i cuori
più puri e gli spiriti più accesi si sono anch’essi convertiti
all’eredità eurasista. In esso hanno colto quella fonte di salvezza,
il germe di quella dottrina che idealmente rispondeva alle esigenze del
momento storico.
Il Neo-eurasismo incominciò a costituirsi come corrente
sociale, filosofica, scientifica, geopolitica e culturale dalla fine degli
anni ’80.Allontanandosi dall’eredità degli Eurasisti russi degli anni
’20 e ’30, fatta propria l’esperienza spirituale della tradizione degli staroobrjadtsi
dell’Ortodossia Russa, arricchiti dalla critica sociale di populisti e
socialisti russi, reinterpretate in maniera originale le conquiste della fase
Sovietica della storia patria, ed al tempo stesso padroneggiando la filosofia
del tradizionalismo e della rivoluzione conservatrice, la metodologia
geopolitica e le originali dottrine rivoluzionarie della «nuova sinistra»
(cioè di quelle correnti intellettuali sviluppatesi in Occidente, ma
dirette contro la logica dominante del suo sviluppo), il Neo-eurasismo
è diventato la più seria piattaforma di una visione del mondo
nella società russa contemporanea, prendendo forma di compiuta scuola
scientifica, di sistema di iniziative sociali e culturali.
Il Neo-eurasismo ha posto le basi della moderna geopolitica
russa, ha acquisito un forte potenziale di sostenitori fra i quadri delle
strutture governative, nei ministeri e negli uffici legati al settore
militare, i quali fondano sulla geopolitica eurasista molti seri progetti
operativi internazionali, militari ed economici.
Il Neo-eurasismo ha influenzato la politologia, sociologia e
filosofia russa contemporanea.
Il Neo-eurasismo è gradualmente divenuto un potente
strumento concettuale dei monopoli statali russi, bisognosi di un modello
strategico per lo sviluppo di una strategia a lungo termine per la loro
attività in campo macroeconomico, una strategia dipendente non da
processi politici temporanei, ma da costanti storiche, geografiche e di
civiltà.
Il Neo-eurasismo ha posto le basi di un intero ventaglio di
correnti d'avanguardia nella cultura giovanile, ha offerto un impulso
vivificante allo sviluppo creativo, appassionato di una intera direzione
artistica.
Il Neo-eurasismo ha avuto un poderoso influsso sui partiti
politici e sui movimenti della Russia contemporanea: elementi presi a
prestito dall’arsenale ideologico neo-eurasista sono rintracciabili nei
documenti programmatici di «Unità», del KPFR [Partito Comunista], di
OVR [Otetchestvo-Vse Rossikja], del LDPR [Partito Liberal-democratico], del
movimento «Russia» e di un insieme di altri movimenti e partiti minori.
Questi elementi restano tuttavia frammentari, mescolati ad altri eterogenei e
persino contraddittori (tutto ciò fa dei grandi partiti russi delle
formazioni più che altro di natura tattica, de-ideologizzate, create
per la soluzione di problemi politici locale ed a breve termine).
Il nuovo soggetto politico e sociale
E’ giunto il momento di compiere il passo
successivo, di dotare l’Eurasismo di una concreta dimensione politica e
sociale. L’ideologia neo-eurasista ha gradualmente superato il livello della
pura elaborazione teorica. Il nuovo governo russo è seriamente
impegnato nella soluzione dei problemi strategici che il paese ha di fronte,
ed ovviamente non è soddisfatto delle ricette primitive e distruttive
imposte dall’Occidente e dai portatori dell’influsso occidentale in Russia:
necessita di una visione del mondo e di sostegno sociale e politico. Il
potere attuale, la sua specificità, la sua immagine sociale divergono
considerevolmente sia dal periodo post-sovietico, sia dai tempi di acritica
passione per il liberalismo sfrenato. Una nuova visione del mondo statuale,
un nuovo modello patriottico di «correttezza politica» sono maturati. Di
ciò testimonia l’insistente ricerca di un’Idea Nazionale in cui
è oggi impegnato il potere.
Se il consueto sistema politico è atto alla soluzione di
problemi temporanei (benché noi lo consideriamo inadeguato anche sotto
il profilo strettamente pragmatico), in una prospettiva di medio periodo (per
non parlare di una visione strategica a lungo termine) esso non ha alcuna
possibilità, ed esige una radicale riforma. L’attuale sistema si
è formato durante il processo di demolizione del modello Sovietico e
di sua sostituzione con una formazione liberal-democratica di stampo
occidentale. Ma oggi né il primo né la seconda sono accettabili
per la Russia. Ed inoltre, esso è inadeguato a fronte della
difficilissima situazione che il paese si trova a dover affrontare –
conseguenza delle precedenti politiche da operetta. Ciò di cui abbiamo
bisogno sono partiti e movimenti basati su una visione del mondo, riflesso
degli interessi di concreti strati della popolazione, radicati nel popolo,
capaci di educarlo, guidarlo e difenderlo, anziché sfruttare la
fiducia (e l’ingenuità) delle masse a beneficio di interessi privati o
di ristretti gruppi.
Tutte le condizioni sono mature per l’apparizione di un
rigoroso movimento Eurasista nella nuova Russia.
E coloro che furono alle origini del Neo-eurasismo, che formarono le
premesse teoriche e i fondamenti della geopolitica russa, della filosofia
eurasista, della politologia e sociologia conservatrice-rivoluzionaria,
coloro che hanno lottato per anni per l’ideale dell’Eurasia, per la rinascita
del popolo russo e della nostra Grande potenza costoro hanno preso la
decisione di formare il nuovo movimento sociale e politico «EURASIA».
Chi saranno i membri del movimento «Eurasia»?
A chi è rivolto l’appello ad aderire
ed appoggiare il nostro movimento? Ad ogni Russo, istruito o meno,
all’influente e all’ultimo dei diseredati, all’operaio e al dirigente, al
bisognoso e al benestante, al Russo e al tataro, all’ortodosso e all’ebreo,
al conservatore e al modernista, allo studente e al tutore dell’ordine, al
soldato e al tessitore, al governatore al musicista rock.
Ma solo a colui che ama la Russia, che non sa concepire se
stesso senza di essa, che ha compreso la necessità del severo sforzo a
tutti noi richiesto affinché il nostro paese ed il nostro popolo
conservi il suo posto sulla mappa del nuovo millennio (da cui continuamente
cercano di cancellarci); a colui che vuole, appassionatamente vuole che noi
tutti alla fine torniamo ad erigerci in una grande potenza, che sradichiamo
dal nostro comune organismo tutte le escrescenze parassitarie, che strappiamo
il velo di nebbia dalle nostre menti, che affermiamo al di sopra del paese,
del continente, del mondo i nostri solari ideali Russi ideali di
Libertà, Equità, Fedeltà alle Origini.
Centro radicale
Il movimento «Eurasia» è fondato sui
principi del centro radicale. Non siamo né di destra né di
sinistra, non siamo servilmente obbedienti verso l’autorità, ma
neppure oppositori a tutti i costi, che abbaiano con e senza ragione. Ci
rendiamo conto che l’odierna autorità in Russia, il Presidente
Vladimir Vladimirovic Putin necessita di aiuto, sostegno, solidarietà,
coesione. Ma, al tempo stesso, la cieca sottomissione ai capi, l'acritica
connivenza con il potere, solo in quanto si tratta del potere, sono oggi
altrettanto (se non più) perniciose dell'aperta ribellione. Noi siamo
centristi nella misura stessa in cui il Presidente e il potere agiscono per
il bene del popolo. E non in modo populista, transitorio, ma in una
prospettiva di medio e lungo termine. E qui noi siamo con il Presidente con
fervore, radicalmente, fino in fondo, senza badare alle piccole imperfezioni,
accettando gli inconvenienti e le difficoltà che sorgeranno dal
momento che la Russia si impegnerà seriamente al fine di salvare se
stessa ed il resto del mondo dalla tremenda minaccia che proviene da Occidente.
Nulla potrebbe essere più centrista del nostro incondizionato e totale
appoggio alla costruzione patriottica della potenza da parte delle
autorità (anche nei suoi atti più impopolari). Così i
nostri predecessori, gli eurasisti, appoggiarono l'odiato regime,
fondamentalista ortodosso prima, marxista poi, in quanto esso si opponeva
all'Occidente il peggiore dei mali. Ma il nostro centrismo radicale non
è passivo. Comprendiamo perfettamente che l'attuale potere in Russia,
secondo la logica delle cose, non possiede (e non può possedere) una
chiara rappresentazione dei fondamentali scopi strategici, del drammatico
problema filosofico e spirituale che il nuovo millennio reca terribile,
pericoloso, minaccioso, complesso, incompreso in secoli di sanguinose
battaglie e crudeli sofferenze... In questo senso il potere è oggi
smarrito e necessità di aiuto, punti di riferimento, orientamenti,
specificare i quali è compito del popolo, della sua componente
più attiva, volonterosa, intelligente e patriottica (e questa deve
riunirsi nel nostro movimento, divenendone il nucleo).
Qui i ruoli cambiano, ed ora spetta al potere ascoltare la voce
dell'Eurasia. Questa voce non è il servile «cosa desiderate?» dei
partiti condiscendenti ed artificiali, adatti per le poltrone e gli schermi
televisivi. E' il possente radicale appello della terra, la voce delle
generazioni, ruggito profondo del nostro spirito e del nostro sangue.
Priorità del movimento «Eurasia»
Il nostro movimento estende i suoi principi
ad ogni settore della vita.
Nella sfera religiosa esso significa dialogo costruttivo e
solidale fra le fedi tradizionali per la Russia Ortodossia, Islam,
Ebraismo, Buddhismo. I rami eurasiatici delle religioni mondiali presentano
molte differenze rispetto alle forme che hanno messo radici in altre regioni
del mondo. Esiste uno stile comune nella visione spirituale eurasista, il
che, in ogni caso, non elimina in alcun modo differenze ed originalità
di dogmi. Questa è la seria e positiva base per il riavvicinamento, il
mutuo rispetto e la reciproca comprensione. Grazie all’approccio eurasista
alle questioni religiose, molte frizioni inter-confessionali potranno essere
superate o accomodate.
Nella sfera della politica estera l’Eurasismo comporta
un vasto processo di integrazione strategica. La ricostruzione sulla base
della CSI [Comunità degli Stati Indipendenti] di una solidale Unione
Eurasiatica (analogo dell’URSS su nuove basi ideologiche, economiche ed
amministrative).
L’integrazione strategica degli spazi interni della CSI
dovrebbe gradualmente estendersi ad aree maggiori ai paesi dell’asse
Mosca-Teheran-Delhi-Pechino. Una politica eurasista è richiesta per
aprire alla Russia uno sbocco sui mari caldi, non per mezzo di guerre e
sofferenze, ma per mezzo della pace e dell’aperta amichevole cooperazione.
Una politica eurasista in campo occidentale comporta
relazioni prioritarie con i paesi dell’Europa. L’Europa contemporanea a
differenza dell’epoca in cui operarono i padri fondatori dell’Eurasismo non
rappresenta più la fonte dei «mali del mondo». Il rapido succedersi
degli eventi politici del XX secolo ha contribuito a spostare questo dubbio
primato ancor più verso Occidente nel Nordamerica, negli USA. Quindi
nella fase attuale la Russia può trovare in Europa partner strategici
interessati alla rinascita della sua precedente potenza politica. La Russia
eurasista dovrebbe svolgere il ruolo di liberatore dell’Europa, ma stavolta
dall’occupazione politica, economica e culturale americana.
La politica eurasista della Russia è orientata alla
cooperazione attiva con i paesi della regione del Pacifico, anzitutto con il
Giappone. I colossi economici di questa zona dovrebbero vedere nelle
politiche eurasiste della Russia un punto di riferimento per un sistema
politico autosufficiente e per un potenziale strategico di risorse e
nuovi mercati.
A livello planetario l’Eurasismo si esprime in opposizione
attiva ed universale alla globalizzazione, al pari del «movimento
anti-globalismo». L’Eurasismo difende la complessa fioritura di popoli,
religioni e nazioni. Tutte le tendenze anti-globaliste sono a priori
«eurasiste».
Siamo coerenti sostenitori del «federalismo eurasista».
Ciò significa la combinazione di unità strategica ed autonomia
etno-culturale (in certi casi economica). Differenti stili di vita a livello
locale in combinazione con un rigido centralismo negli aspetti fondamentali,
connessi agli interessi dello Stato.
Dovremmo far rivivere le tradizioni del popolo russo,
contribuire alla ripresa della crescita demografica russa. E soprattutto,
ridestare nel popolo la spiritualità organica insita in esso, la
morale, gli elevati ideali, il vivo e fervente patriottismo. Senza un
prioritario risveglio della nazione russa, il progetto eurasista non ha
possibilità di diventare realtà. La comprensione di questo
fatto è la base della nostra visione del mondo.
Eurasismo nella sfera sociale significa la priorità
del principio pubblico sull’individuale, la subordinazione dei modelli
economici ai problemi sociali e strategici. L’intera storia economia
dell’Eurasia dimostra che lo sviluppo dei meccanismi economici avviene qui
secondo una logica alternativa rispetto al modello liberal-capitalista,
individualista di beneficio personale sviluppatosi in Occidente sulla base
dell’etica Protestante. La logica liberale della gestione economica è
aliena all’Eurasia, e nonostante sforzi enormi non vi è modo di
cancellare questo tratto profondamente radicato del nostro popolo. Il
principio collettivo, comunitario di governo dell’economia, l’apporto del
criterio di «equità» nel processo di distribuzione, rappresentano un
carattere costante della nostra storia economica. L’Eurasismo insiste sul
computo e sulla valutazione positiva di questa circostanza, e su questa base
privilegia i modelli economici ad orientamento sociale.
L’Eurasismo comporta la positiva rivalutazione dell'arcaico,
dell'antico. Esso si rapporta con devozione al passato, al mondo della
Tradizione. Lo sviluppo dei processi culturali è visto dall'Eurasismo
con nuovo riferimento all'arcaico, all'inserimento di motivi culturali
originari nel tessuto di forme moderne. La priorità in questo campo
è restituita ai motivi nazionali, alle fonti della creatività
nazionale, alla continuazione e restaurazione delle tradizioni.
In quanto visione del mondo nuova e fresca, appena espressasi
in forma compiuta, l’Eurasismo si rivolge anzitutto ai giovani, a coloro la
cui coscienza non è ancora rovinata dal caotico oscillare da un
modello ideologico inadeguato ad un altro ancor meno adeguato. L’ideale
eurasista è l’uomo forte, appassionato, entusiasta, sano e bello (e
non il bastardo zeppo di cocaina delle discoteche mondialiste, il gangster da
strapazzo o la puttanella in vendita). Siamo in condizione di offrire valori
positivi, diversi, invece del culto del brutto e della patologia, invece del
cinismo e del servilismo di fronte ai surrogati dello spettacolo mondiale.
Non permetteremo che i nostri figli siano uccisi, violentati, degradati,
corrotti, venduti o incatenati ad una siringa. Il nostro ideale è una
festa di salute fisica e spirituale, forza e valore, fede ed onore.
Il movimento «Eurasia» può divenire una realtà
solo se molti si raccoglieranno attorno ad esso. Molto può essere
fatto anche da un singolo uomo, ma la poesia, come disse Lautréamont,
riguarda tutti!
A maggior ragione, l'Eurasia riguarda tutti!
Ora tutto dipende dai nostri sforzi. Nessuno promette soltanto
vittorie, aumento del benessere o azioni dell'industria dell'entertainment.
Avanti stanno giorni di duro lavoro, spesso invisibile dall'esterno.
Avanti stanno difficoltà e battaglie, perdite e fatiche,
ma anche il piacere e il Grande Fine!
A.G.
Dugin
1 Gennaio 2001
* Rossiskiy, ossia riferito ai cittadini della Federazione Russa.
Testo originale http://dugin.ru:8101/EURASIA/manifest.htm
Trad. di M. Conserva
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